Guerre e Societa' Contemporanee
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David C. Rapoport e la periodizzazione storica del terrorismo

     Una periodizzazione innovativa

 

     Una delle più interessanti periodizzazioni della storia del terrorismo moderno è rappresentata, senza dubbio, da quella proposta da David C. Rapoport, con la teoria delle quattro onde[1]. Rapoport, professore di scienze politiche all’Università della California, a partire dal 2002, pochi mesi più tardi del drammatico attentato alle torri gemelle dell’11 settembre 2001, iniziò a pubblicare degli articoli che focalizzavano l’attenzione sull’analisi storica del terrorismo, e che sarebbero diventati il cuore della sua teoria. 

     In quegli scritti, descrisse i fenomeni terroristici come onde che si generano, si sviluppano e poi decadono, con ogni onda composta da organizzazioni operanti di diversi paesi e che utilizzano metodi terroristici sotto simili bandiere ideologiche. Proprio la comune ideologia, adattata e plasmata a seconda del contesto locale, rappresentava il collante che rendeva partecipi queste diverse organizzazioni della stessa onda.

 

     Rapoport definisce le onde con tre caratteristiche:

 

     a) un ciclo di attività caratterizzato da fasi di espansione e contrazione; 

     b) la copertura di più nazioni; 

     c) la presenza di un’energia predominante comune che modella le caratteristiche dei gruppi partecipanti che interagiscono reciprocamente.  

 

     Studiando la storia del terrorismo dal 1880, il professor Rapoport identificava quattro distinte onde alimentate dal comune fervore ideologico proveniente dall’anarchismo, dall’anticolonialismo, dal socialismo e dal fondamentalismo religioso, rispettivamente, con le prime tre onde della durata di circa quarant’anni ciascuna. Si giungeva così a una scansione temporale preziosa, una prima ipotesi di lavoro destinata a durare a lungo. 

 

 

     Rapoport e i suoi primi studi sul terrorismo 

 

     Il primo approccio di David Rapoport allo studio del terrorismo risaliva agli anni settanta. A differenza di una prima generazione di studiosi come Walter Lacquer, Alex Schmid, Marta Crenshaw, che affrontarono il tema come fenomeno prettamente politico, Rapoport offrì spunti unici sulle implicazioni religiose delle campagne terroristiche. Rapoport sostenne che la religione era una componente vitale della violenza terroristica. In questo, la sua era decisamente una voce fuori dal coro. Infatti, nonostante fenomeni come la Rivoluzione iraniana del 1979, l’ascesa di Al Qaeda e la successiva guerra al terrore scatenata dal presidente americano George W. Bush, molti dei principali studiosi dell’argomento continuarono a sostenere che il terrorismo era un fenomeno esclusivamente politico e che i leader di gruppi terroristici motivati religiosamente erano solo abili nel manipolare la religione per fini politici[2].

     L’approccio originale di Rapoport, che ha dato successivamente alla luce la teoria delle onde, è iniziato con un corso presso l’Università della California di Los Angeles che si è concentrato sulla Bibbia ebraica e ha portato a un primo articolo intitolato Moses, charisma, and covenant[3]. Con quest’articolo Rapaport sfidò gli scienziati politici a prendere sul serio la Bibbia come fonte di azione politica. Questo primo lavoro è stato seguito poi dai suoi articoli fondamentali degli anni ottanta, incentrati sul terrorismo nel mondo antico e dai quali è possibile risalire a molti dei prodromi del terrorismo moderno. Si trattò di scritti determinanti per lo studio delle motivazioni religiose del terrorismo, scritti che non mancarono di ispirare alcuni giovani studiosi verso l’approfondimento dei rapporti tra la religione e la violenza terroristica. 

 

 

     La motivazione religiosa e il terrorismo

 

     I tre articoli Fear and Trembling: Terrorism in Three Religious Traditions[4]Terror and the Messiah: An Ancient Experience and Some Modern Parallels[5] e Messianic Sanctions for Terror[6] segnano l’inizio dello studio contemporaneo del terrorismo motivato da religione. Si tratta di scritti che hanno evidenziato l’importanza vitale dello zelo religioso nel mantenere prolungate campagne terroristiche e hanno sottolineato il primato del testo sacro nel mondo antico come fattore chiave per motivare e sostenere la violenza terroristica. Inoltre, Rapoport seppe dimostrare definitivamente il fatto che il terrorismo, fino a quel momento ritenuto un fenomeno puramente moderno, era una reazione senza tempo alle minacce esistenziali che andavano oltre la capacità dei fedeli di sopravvivere senza compromettere o abbandonare la loro fede. La salvezza doveva quindi essere di natura metastorica. Solo un intervento divino poteva salvare i fedeli punendo sia i colpevoli sia quelli la cui inazione o semplice indifferenza erano considerati taciti sostegni per gli oppressori. 

     Dei tre articoli, Fear and Trembling del 1982 fu al tempo stesso rivoluzionario e il vero precursore della teoria delle quattro onde. È stato il primo articolo pubblicato a esplorare su base comparativa il terrorismo religioso che, includendo i gruppi indiani, ha dimostrato l’impatto globale del terrorismo al di là delle tre tradizioni abramitiche: ebraismo, cristianesimo e islam. I tre articoli sono stati pubblicati in un momento in cui il terrorismo veniva minimizzato sia dagli accademici che dal governo degli Stati Uniti, che stava riducendo, in quel momento, i finanziamenti per la ricerca sul terrorismo. Rapoport descrisse in dettaglio le somiglianze nelle tattiche, armi e comunicazioni - tutte legate a tecnologie esistenti - come fili che legavano insieme movimenti di epoche, religioni e regioni geografiche diverse. Nelle sue parole si evidenziava come tutti i casi analizzati fossero molto interessanti e istruttivi e come i gruppi terroristici, operando a livello internazionale, avessero avuto grandi effetti sociali. Sebbene le armi e le tattiche utilizzate fossero relativamente semplici e comuni, ogni esempio mostrava caratteristiche sorprendentemente diverse. La variabile critica, quindi, non poteva essere ricondotta esclusivamente alla tecnologia: erano piuttosto, lo scopo e l’organizzazione di particolari gruppi e le vulnerabilità di particolari società nei loro confronti a rappresentare fattori decisivi. 

     Questa valutazione, con la sua enfasi sulla tecnologia e le armi distintive di ciascun gruppo, iniziò a gettare le basi per quella che sarebbe diventata la teoria delle onde. La sua conclusione affermava esplicitamente il carattere ciclico del terrorismo, che è il fondamento della teoria delle onde:

 

Questa conclusione dovrebbe modellare il nostro trattamento delle dinamiche del terrorismo moderno. Non esiste una storia autorevole del terrorismo moderno che rintracci il suo sviluppo dal suo inizio più di un secolo fa. Quando quella storia sarà scritta, il carattere ciclico del terrore moderno sarà evidente e quei cicli saranno collegati non tanto ai cambiamenti tecnologici quanto ai significativi bacini politici, che hanno eccitato le speranze di potenziali terroristi e hanno aumentato la vulnerabilità della società alle loro affermazioni . L’aumento degli anni ‘60, ad esempio, sarebbe legato al Vietnam proprio come le attività immediatamente dopo la seconda guerra mondiale apparirebbero come un aspetto del declino della legittimità degli imperi coloniali occidentali. Poiché la dottrina, piuttosto che la tecnologia, è la fonte ultima del terrore, l’analisi delle forme moderne deve iniziare con la rivoluzione francese, piuttosto che con la rivoluzione industriale.

 

La pubblicazione di questi articoli negli anni settanta e ottanta, insieme a uno studio separato sulla particolare affinità dei movimenti messianici e millenari con la violenza terroristica, sarebbe culminata un quarto di secolo dopo nella teoria delle onde. L’idea delle onde alla fine si è riunita sulla scia di quanto occorso l’11 settembre nell’articolo di David C. Rapoport The Four Waves of Rebel Terror and September 11[7]. Nei paragrafi iniziali di quell'articolo, Rapoport affermava:

 

L’11 settembre 2001 è il giorno più distruttivo della lunga e sanguinosa storia del terrorismo ribelle. Le vittime e il danno economico non hanno precedenti. Potrebbe essere anche il giorno più importante. Il presidente Bush ha dichiarato una “guerra” per eliminare il terrore, galvanizzando una risposta che potrebbe rimodellare il mondo internazionale. Esattamente 100 anni fa, abbiamo ascoltato un appello simile. Un anarchico assassinò il presidente William McKinley nel settembre del 1901, spingendo il nuovo presidente Theodore Roosevelt a convocare una crociata mondiale per sterminare il terrorismo ovunque. Ci riusciremo questa volta? Nessuno lo sa, ma anche una breve conoscenza della storia del terrorismo dovrebbe renderci più sensibili alle difficoltà future. A tal fine, descriverò brevemente il terrorismo ribelle negli ultimi 135 anni per mostrare quanto profondamente sia diventato radicato nella cultura moderna. 

 

La discussione è divisa in due sezioni. La prima descriveva appunto le quattro ondate di terrore moderno, e l’altra si concentrava sugli ingredienti internazionali in ciascuna. Una descrizione ancora oggi impareggiabile per comprendere il fenomeno nella sua valenza globale. 

 

 

Conclusione

 

Lo schema teorico a quattro ondate di David Rapoport è diventato il modello concettuale più influente per qualsiasi studio accademico significativo relativo al terrorismo moderno negli ultimi tempi. La sua teoria ha offerto spunti unici sulla complessità del terrorismo moderno fornendo uno strumento universale per i ricercatori per comprendere l’inizio e le fasi trasformative del terrorismo e i fattori che hanno ispirato l’avvento dei gruppi terroristici. Ciò nonostante, neanche le conseguenze della Rivoluzione iraniana, la creazione di Al Qaeda e la guerra globale al terrorismo, sono stati sufficienti per un totale cambio di rotta, e molti tra i principali studiosi del terrorismo hanno continuato a combattere con l’illusione che la politica sia stata la motivazione primaria della violenza terroristica, considerando invece la religione come una macchinazione intelligente per raggiungere obiettivi politici.

 

Per citare l'articolo

L. Raito, David C. Rapoport e la periodizzazione storica del terrorismo, Guerre e Società contemporanee, maggio 2020

 

[1] Rapoport, David. (2013). The four waves of modern terror: International dimensions and consequences. An International History of Terrorism: Western and Non-Western Experiences. 282-310. 

[2] Interessante, per la genesi delle teorie di Rapaport è l’artcolo di Kaplan Jefferey (2008). Terrorism’s Fifth Wave: A Theory, a Conundrum and a Dilemma, Perspectives on terrorism, vol. 2, n. 2, 

 

[3] Rapaport, David (1979). Moses, charisma and covenant. The Western Political Science Quarterly, 32(2), pp. 123-143. 

[4] Rapoport, David. (1984). Fear and Trembling: Terrorism in Three Religious Traditions. The American Political Science Review. 78. 10.2307/1961835.

[5] Rapoport, David. (1982). Terror and the Messiah: An Ancient Experience and Some Modern Parallels. 10.1016/B978-0-08-026347-2.50008-3.

[6] Rapoport, David. (1988). Messianic Sanctions for Terror. Comparative Politics. 20. 195. 10.2307/421666.

[7] Rapoport, David. (2002). The Four Waves of Rebel Terror and September 11. Anthropoetics: the journal of generative anthropology. 8.

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